"Il Bello è per tutti"

Il progetto IL BELLO E’ PER TUTTI, realizzato con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è iniziato il 15 luglio 2016 e si è concluso il 14 luglio 2017.

 

Il progetto nasce dalla volontà di coniugare le potenzialità dell’arte nelle sue diverse accezioni e dello sport nei processi di inclusione sociale e di solidarietà per poter coinvolgere destinatari diversi come minori, diversamente abili e anziani.
La programmazione delle attività ha visto il coinvolgimento di istituzioni scolastiche, educatori ed operatori sportivi e non, associazioni di scuole e operanti sul territorio nazionale.

Abbiamo cercato di realizzare un percorso integrato destinato sia a ragazzi e bambini che ad adulti che con essi operano nei contesti educativi e scolastici perseguendo i seguenti obiettivi:

 

  • Contrastare le solitudini involontarie, in specie nella popolazione anziana, anche attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo.
  • Sviluppare e diffondere la pratica regolare di attività motoria al fine di promuovere l’adozione di corretti stili di vita.
  • Proporre servizi socio educativi per minori (laboratori didattici e cantiere preparazione mostra) affinché possano beneficiare di momenti educativi e luoghi di crescita nel tempo in cui i loro genitori non possono restare con loro per motivi di lavoro.
  • Consolidare la rete territoriale attraverso il programma pilota del cantiere per sperimentare innovazione sociale e attraverso la sperimentazione di azioni socio educative e di aggregazione sociale.
  • Elaborare metodologie, strumenti ed approcci innovati in grado di promuovere e sostenere l’iniziativa e la sua trasferibilità.
  • Sensibilizzazione della società e dei cittadini di ogni territorio implicato sul valore educativo e sociale dello sport, sperimentando un’integrazione con l’esperienza del bello che viene dall’artista e dal gesto tecnico dello sportivo.
  • Sperimentare azioni di integrazione tra sport e arte che coinvolgano una fascia debole della popolazione come i diversamente abili e gli anziani.

Obiettivi operativi:

  • La realizzazione di un cantiere di innovazione sociale, che si è svolto nei vari territori coinvolgendo varie associazioni sportive.

    Le attività hanno avuto lo scopo di integrare l’arte con lo sport con la predisposizione dei materiali che ha permesso la realizzazione di una mostra su discipline sportive che è stata presentata nei diversi territori.

  • La progettazione esecutiva e la programmazione di interventi di inclusione sociale favorendo e agevolando l’accesso a musei a soggetti in condizioni di svantaggio e vulnerabilità sociale. Maggiori dettagli sulla visita guidata organizzata al Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore a Firenze, svolta con il coinvolgimento dei ragazzi dell'associazione "Trisomia 21" e della "Scuola Calcio San Salvi" il 28 MAGGIO 2017, sono documentati nella pagina dedicata.

  • L’ampliamento della rete di soggetti operativi e partner che hanno mostrato il desiderio e l’interesse di prestare il loro contributo alla realizzazione del progetto. La realizzazione dell’attività di promozione del progetto e di sensibilizzazione dei suoi temi, non è stata solo un’attività di comunicazione ma anche un tentativo di costruire una comunità educante che accolga quei soggetti deboli ponendosi come un soggetto che può rispondere ai bisogni del territorio.

 


IL CANTIERE DELL’INNOVAZIONE

In questa fase si sono realizzate le attività previste nei 15 territori coinvolti. Le attività si sono svolte presso associazioni sportive o scuole e sono state rivolte soprattutto ai minori. Le attività svolte hanno previsto la conoscenza di discipline sportive anche meno note. Ogni territorio ha scelto una particolare disciplina sportiva e i minori e gli anziani si sono coinvolti nella scelta delle immagini e testi riguardanti la disciplina sportiva, partendo dalle proprie esperienze di piccoli o anziani, del presente e del passato. Questo metodo della narrazione tra generazione diverse ha permesso di confrontarsi sulla bellezza di fare sport.

Tutti i materiali che sono stati raccolti sono stati scelti alcuni che sono diventati una MOSTRA costituita da pannelli che raccontano l’esperienza delle cinque discipline individuate. Ogni disciplina sportiva individuata è stata illustrata da immagini e testi: foto di ieri e foto di oggi ma anche opere d’arte, il tentativo di incontro e confronto su un’esperienza condivisa.

 
Guarda tutti i pannelli della mostra


Un elemento caratterizzante del cantiere è stata la modalità di coinvolgimento dei destinatari che hanno partecipato attivamente alla realizzazione di un “prodotto” destinato a loro, inoltre il cantiere ha favorito l’incontro e la partecipazione alle stesse attività di destinatari che sono diversi tra loro (minori ma anche anziani che frequentano le associazioni sportive direttamente o indirettamente perché accompagnatori di propri nipoti) sviluppando quella familiarità necessaria per ogni azione di inclusione e integrazione.
Questa attività è stata articolata con momenti in cui i minori e anziani sono stati accolti nelle varie sedi delle associazioni sportive per conoscere e sperimentare una particolare disciplina e per effettuare la ricerca delle immagini e dei testi relativi.

 


LA SPERIMENTAZIONE DI SERVIZI SOCIALI

Le sperimentazioni realizzate hanno voluto rispondere ai bisogni di socializzazione (esigenze di partecipazione e coinvolgimento), bisogno di accessibilità ai servizi per soggetti deboli, bisogno di conciliazione tempi di vita e di lavoro, bisogno di integrazione e inclusione.

Sono state previste tre attività delle quali sono stati raggiunti i seguenti risultati:

Attività “L’ESPERIENZA NELL’ARTE, UN RAPPORTO DIRETTO CON LE OPERE”.

Questa attività oltre a progettare con le scuole visite ai musei che sono state organizzate in maniera autonoma dalle singole scuole, ha permesso un coinvolgimento con l’associazione di persone diversamente abili Trisomia 21. Gli incontri e il paragone sulla tematica di andare a vedere un opera d’arte dal vivo ha fatto maturare la consapevolezza che prima ancora di rimuovere gli ostacoli per favorire la fruibilità di luoghi culturali è importante la condivisione. L’esperienza della visita al Museo dell’Opera del Duomo alla quale hanno partecipato bambini, anziani e persone diversamente abili è stata “naturalmente” inclusiva in quanto progettata in maniera adeguata alle persone che vi hanno partecipato.

Attività “INTEGRAZIONE: INCONTRARCI SU UNA ESPERIENZA COMUNE”.

La mostra frutto del cantiere dell’innovazione è stata resa disponibile nei diversi territori che hanno potuto con momenti di apertura delle associazioni farla vedere ad un pubblico di minori e anziani. Queste occasioni sono state importanti in un’ottica di inclusione tra generazioni, in cui di fronte alla stessa disciplina sportiva si sono incontrate esperienze umane e storie diverse.

Attività “I LABORATORI DI ARTE E SPORT PER MINORI”.

I laboratori, svolti in due città, Firenze e Città di Castello, sono stati realizzati dopo la chiusura di giugno della scuola e sono terminati in luglio. L’obiettivo dei laboratori è stato quello di proporre un’esperienza educativa che ha favorito una pratica motoria integrata con momenti che hanno favorito l’espressività attraverso la realizzazione di laboratori di arte. Questa attività ha permesso anche a molti genitori di poter usufruire di un servizio socio educativo per i loro figli, favorendo la conciliazione lavoro e famiglia.